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Ebbene questo articolo è assolutamente uno spoiler dell’ultimo libro della saga di HARRY POTTER.

Tratto da una storia originale di J.K. Rowling, il testo è una trascrizione dallo spettacolo teatrale del 2016, rappresentazione che ci riporta al “mondo di Potter” 19 anni dopo. Dopo tutto ciò che sappiamo, attraverso i libri e i film che hanno certamente segnato un’epoca nel mondo della letteratura fantastica e del genere fantasy. Come? Richiamando alla memoria con un acume e una maestria in punta di penna tutto ciò che di “immaginifico” esisteva già. Eppure mai era stato riunito in un MONDO SOLO, IL NOSTRO, tanto da renderlo credibilmente REALE.

Citerò subito John Tiffany, regista teatrale e Jack Thorne sceneggiatore, i quali hanno lavorato con la Rowling, e sono i veri artefici della realizzazione di questo nuovo capitolo della saga, di cui questo ‘testo’ sarebbe il copione.

Sicuramente in TEATRO l’effetto visivo, emozionale e comprensivo sarà stato più efficace. Andato in scena solo a Londra, ha riscontrato un notevole successo.

Leggere uno scriptbook può essere difficile o incredibilmente veloce e più facile di uno spesso testo descrittivo e narrativo, ma anche facile è perdere i rimandi di cui la nostra autrice è maestra; e potrebbe risultare poco apprezzabile. La trama è semplice e in verità si dipana senza intricarsi, ma benché non sia affatto noiosa, poteva dare molto, decisamente molto di più.

Si legge volentieri comunque, ma se avete aspettative alte, meglio stare sul basic. Io vi ho cercato quel punto di forza che mi ha permesso di vedere il contorno come il recupero di persone e oggetti o luoghi poco significativi in questo contesto, ma probabilmente non a teatro.

Il Tempo non è di per sé una dimensione magica. Qui è la chiave di lettura del racconto.

Due cose accadono: devi prendere il ritmo degli eventi e devi focalizzarti sull’unica cosa vera di tutto: la GIRATEMPO.

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Il racconto tratta di niente altro che del riassunto del prologo o della premessa agli eventi antecedenti la STORIA DI HARRY POTTER. Il futuro rilegge quel giorno del passato che non può essere cambiato. Chi scrive (anche se non lo ha scritto la Rowling….) gioca con il lettore/spettatore con l’acume di Hermione. Fa quello che faceva lei nei libri/film con la giratempo che le era stata data da Silente. Fa la stessa cosa da “autore” per dirci ciò che già sappiamo. Ci porta brevemente dove siamo già stati. Piccoli viaggi per capire il meccanismo. Quando ci appartiene, tutto evolve verso l’unica possibilità che è e non può non essere: il passato non si cambia. Anche se con la MAGIA puoi tornare indietro nel tempo o camminarci su e giù a rischio di molti o per il bene di tutti….O per nasconderti.

Allora Delphi, che porta il nome di un Oracolo mitologico, è lei l’erede, non Harry e non Albus, suo figlio!

La maledizione non è più una profezia che colpisce Harry o suo figlio… riguarda lei, ancora.

La figlia di Voldemort.

La strega nascosta è portatrice della sua stessa maledizione. Non può salvare suo padre. Non può sovvertire l’ordine degli eventi. E’ condannata. E sola.

Il tempo scorre, si ferma, si riavvolge e torna su se stesso. Perché tutto sia. Ma ha sbiadito i nostri amati eroi. Harry Hermione Ginny e Ron…. questa Rose che ci ricorda Hermione… Albus che ci ricorda i tormenti di suo padre. Draco era vile, più vile che malvagio rispetto a suo padre. Ora è quasi empatico. E Scorpius è decisamente il personaggio più simpatico e coerente con se stesso.

Silente è solo l’immagine del quadro. Tristemente sospeso nel “non poter agire” in ricordo di ciò che non poteva manifestare allora. I messaggi positivi ci sono. La forza dell’unione, l’amicizia e quella collina finale che dice poco in questo contesto, perché alla fine non ha senso poi nel richiamare Cedric… invece come un’eco potrebbe ricordarci un personaggio affascinante, un cane scuro, che risaliva per i boschi nei dintorni di Hogwarts, perché amava Harry come un padre. Anche lui non c’è più, da tanto: Sirius Black, come James e tutti gli altri….

Ma nessuno lo dice, comunque; anche i Weasley sono scomparsi, rimasti negli scherzi di poco conto di un Ron che valeva sicuramente di più di come lo vediamo ora.

Un poco si rimane delusi.

bacchette da mago by Il Tarlo nell'albicocca

bacchette da mago by Il Tarlo nell’albicocca

Rimane il piacere di avere rivisto qualcuno di “loro”, almeno per un attimo, in quegli istanti che la giratempo ci ha concesso.

THE END

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