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Ballet-Preljocaj-teatro-ristori-veronaQuesta volta Marghe ed io eravamo lontane. Avevamo parlato a lungo di Preljocaj, delle sue peculiarità e qualche settimana fa era venuto fuori questo pezzo coreografico: “Annonciation”, su musiche di Vivaldi (Magnificat) e Roy (Crystal), composto sulle scelte coreografiche di Angelin Preljocaj, nel 1995; in effetti, io cercavo un’assonanza visiva e abbiamo accostato due immagini, una tratta dal brano e l’altra dall’Annunciazione del Beato Angelico. Poi ci siamo allontanate una dall’altra ed entrambe dal brano danzato.

Margherita è al mare, i suoi piedi camminano sulla sabbia ed è piacevole, data la stagione. La sabbia si infila fra le dita, la pianta del piede scivola sopra e può disegnare linee in movimento. Quando la sento al cellulare, mi manda una foto del mare e mi scrive: “L’acqua è gelata!!!”. Semplicemente così; mi invia una percezione visiva e una tattile, nello stesso momento, che arrivano a me come un suono che si propaga nell’aria.

1) https://youtu.be/_8gokCV68gc

ANNONCIATION Angelin Preljocaj (estratto)
Le due figure femminili sono Julie Bour e Claudia de Smet (brani coreografici in successione nel testo: 1,1a,1b).

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Maria
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La musica di Stephane Roy in suoni cristallini ma stridenti, si innesta sulla musica del Magnificat di Vivaldi, proprio come dovessero creare una distorsione nell’Universo. Maria è in un cortile, ci sono voci di bambini e si sfiora la testa, sembra serena nell’aria calda di un pomeriggio. Sono istantanee di movimenti naturali; una giovane donna che pensa alla sua quotidianità. Poi tutto questo finisce come se ci fosse una presenza, una vibrazione che crea interferenza nella realtà. L’Angelo è qui ma lei non lo vede, è fantoccio nelle sue mani. Nella prima parte l’Angelo è una dissonanza nella musica, nella danza, nella vita di Maria. Finché non la addormenta, le fa aprire la bocca e con un gesto significativo le estrae metaforicamente qualcosa di invisibile, adesso, sì! Maria lo può vedere, perché libera dal peccato, l’angelo ora è rivelazione.
Sabbia e acqua sono in scena come annuncio e concepimento nell’atto. L’Angelo si rivela e dalla parola scaturisce l’evento come dal gesto danzato l’arte coreografica del brano stesso: ciò che l’Angelo dice a Maria, qui attraverso la danza, attiva il mutamento fisico del suo corpo.

1a) https://youtu.be/1_XkGoUk71o (parte prima: 13 min)

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L’Annunciazione è un momento sublime di metafisica. In realtà, la fisicità corporea delle due danzatrici è intensa; un contatto vero penetrante e originario: l’archetipo della vita, perché l’atto coreografico fa coincidere l’annuncio alla generazione.
Due entità si trovano a confronto tra loro, una invade l’intimità dell’altra: c’è ANNUNCIO E REAZIONE, quello dell’angelo è quasi un ‘attacco’ fisico a Maria per cui il dubbio, lo sconcerto e la rivolta persino sono le prime umane e naturali reazioni a un evento inaspettato, non concepibile, ma che accetterà in una fusione mentale con l’Angelo stesso. Prima la SABBIA, poi l’ACQUA.
Nella coreografia è un passo a due, fortemente contemporaneo, ma Angelin Preljocaj ha un suo modo di concepire il movimento molto studiato, non narrativo ma con simbolici richiami continui, all’arte stessa, al suo senso profondo. Ogni passo, ogni espressione o inespressività è un ‘enunciare’ qualcosa, dalla forma alla sostanza: dalla potenza al gesto. L’Angelo e Maria danzano insieme, lentamente disegnano nell’aria la parola ZOT, ‘Dio’ in albanese. Lasciano le loro impronte sulla sabbia, scie, percorsi. Accelerando Maria scivola, in una vasca con dell’acqua che attutisce e amplifica la discesa e la perdita di peso.

2) https://youtu.be/W5n5oFK3O_g (l’angelo è un uomo)

Abbiamo cercato un video alternativo a quello che piace a entrambe (Margherita ha studiato con Julie Bour…), per mostrarvi l’effetto dove l’angelo è un uomo e non c’è la ricerca coreografica di sabbia e acqua, che arricchisce incredibilmente l’espressività della coreografia e delle figure.
I disegni sulla sabbia, a partire dai cerchi, movimenti circolari dei piedi… e poi il riflesso continuo nell’acqua, immobile come in uno specchio, per cui il movimento è doppio, sempre doppio, fa sì che ci siano due piani e lo spazio recintato (chiuso) del giardino intimo di Maria fugga alla realtà attraverso l’altro elemento base, l’acqua.
Rimandi simbolici forti ci colpiscono come VIBRAZIONI: sabbia e acqua mischiati, i corpi sono polvere e acqua…
Nella versione comunemente rappresentata nei teatri non c’è possibilità di allestire sabbia e acqua. Credete quando vi diciamo che anche solo un paio di strisce di linoleum rosso e una luce di taglio rendono giustizia e magia a questo pezzo.

Benché ci sia una forte assonanza con l’iconografia classica, L’Annunciazione del Beato Angelico, un richiamo gestuale, visivo molto enfatizzato, in verità il misticismo si perde in un senso corporeo pieno in cui lo spirito deve accettare ciò che accade a livello biologico al corpo. Senza che ci sia stata scelta. Maria ha un volto così trascendentale da dare lei il senso del metafisico più ancora della creatura angelica; l’Angelo è androgino comunque nelle fattezze, ma preferibile proprio femminile, piuttosto che maschile.
Il forte richiamo alla femminilità portatrice di vita in uno sdoppiamento è sensibile e conferisce all’Angelo una rigidità in contrasto. Egli si rivela, egli annuncia, egli avvia il processo generatore.

L’Angelo bacia Maria sulle labbra.

il bacio

Durante il bacio la musica ci suggerisce il decollo di un aereo. La vibrazione è sempre più forte, tutto trema. I gesti lo mostrano, le distorsioni sonore lo sottolineano. Eppure in altri istanti Maria e l’Angelo danzano insieme sulle note del Magnificat, stessi movimenti e un recupero di morbida empatia, persino di un sensuale senso di protezione. Ma il bacio fa da tramite perché ciò che è inspiegabile si compia.

1b) https://youtu.be/mTUK3-uPRww (parte seconda: 9 min)

Preljocaj è molto forte nella scelta coreografica. Ti coinvolge su piani diversi e, strano a dirsi, non sono emozionali. Sono di una essenzialità così pura da stridere in modo dissonante, nella perfezione stilistica della misura del movimento.

nota: Il Teatro dell’Opera di Roma proporrà questo capolavoro nel corso della prossima stagione. Non mancate di vederlo dal vivo.

Margherita Mana e Stefania Sanlorenzo

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