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assiolo

“Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:
chiù…”

Ebbene “kiù kiù” è il verso dell’assiolo dai gialli e magnetici occhi. Esso torna in primavera ed è un rapace notturno, ma i pianti dei piccoli sono in luglio quando le uova si sono ormai schiuse.

Tempo fa lessi un articolo su La Stampa (8 aprile 2014) su di un progetto edilizio che avrebbe probabilmente agito sul territorio, nello specifico la collina di Santo Stefano, appartenente della famiglia del grande scrittore Primo Levi (il padre era originario di Bene Vagienna).

Alle volte l’assonanza nasce involontariamente da un’immagine o un suono anche da poche parole, come nella lettura di questo articolo del giornalista Carlo Grande. Qualcosa che posso chiamare ‘emozione’ si è impressa nella memoria immaginifica estetica e malinconica di quella mia primavera.
L’autore parla di un’ARMONIA speciale, quella che ritorna con il canto dell’assiolo (piccola civetta migratoria) e quella che teme andare perduta di una verde collina che a quest’epoca si veste di tulipani.

E così da questa riflessione di Carlo Grande, fui proiettata nel notturno lunare del Pascoli, poeta che amai molto ai tempi liceali (cit. I strofa, “L’Assiuolo”, 1897).
Oggi qualcosa fra le masserizie di un alloggio in ristrutturazione mi ha richiamato alla memoria questo vecchio articolo scritto in altre circostanze.
Mi piacciono i rapaci e so che non sono tutti civette o gufi…. Non mi ero soffermata a pensare al canto dell’Assiolo né mai sarei stata capace ad associarlo ai tulipani della famiglia Levi.

Eppure è così: non so se le villette previste da Regione e Provincia sono state costruite e se hanno fatto scomparire i tulipani di “quell’uomo” dal nome importante, dal ricordo pesante, eco lamentevole di morte (come il canto dell’assiolo per il Pascoli). So che grazie a Carlo Grande, una malinconia estiva assocerà nel mio cuore l’immagine dell’assiolo e dei tulipani come in una diversa ricerca d’armonia.

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