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Baricco SolarinoLo scrittore torinese, Alessandro Baricco è autore di uno spettacolo teatrale che riprende un personaggio della mitologia greca, Palamede, un guerriero valoroso ma screditato da Ulisse e condannato ingiustamente alla lapidazione come traditore, in occasione della guerra di Troia.

“O verità, io piango la tua morte che ha preceduto la mia” , ciò pronunciò al momento dell’esecuzione.

Tanto si scrisse e si scrive della mitologia, che rimane per me una delle fonti più interessanti da cui attingere per conoscere e capire molto, fra storia e leggenda, dell’umano vivere e sentire.

‘Palamede, la storia’, è andato in scena all’Olimpico di Vicenza e approda ora, proprio il 9 luglio 2016, a Roma, allo STADIO DI DOMIZIANO AL PALATINO; un’anteprima, diciamo, del Romaeuropa Festival edizione 2016. Un felice incontro fra diversi linguaggi dell’Arte.

Veniamo alla curiosità del mito: poco sembra conoscersi di questo eroe, esperto in verità di arte bellica, e offuscato dalla scelta di Omero nel privilegiare l’astuto Ulisse (o meglio, Odisseo).

Tanti di coloro che si sono accostati alla cultura classica greco-latina o attraverso la superlativa rilettura dantesca, conoscono Odisseo/Ulisse e il suo fascino conturbante quanto controverso (ora vediamo solo in breve da chi discende: suo nonno materno era Autolico, il ladro, il suo bisnonno Hermes, fra le divinità, il più furbo….).
Dunque acuto, gagliardo, capriccioso e bugiardo, tanto quanto si voglia salvare quel suo slancio a superare i limiti umani verso la scoperta, la conoscenza, l’ignoto. Quello spirito di avventura che unito all’intelligenza come alla furbizia e al coraggio ne hanno fatto un eroe.
Io adoro Ulisse, ma ne comprendo le contraddizioni che lo rendono così umano da mitigare l’eroe. Molti uomini persero la vita per le sue scelte e le sue bugie.

Diversi screzi c’erano stati fra Palamede e Ulisse, per i quali quest’ultimo si sentì oltraggiato, ma giurò di vendicarsi e per l’appunto, colse l’occasione e indusse Agamennone e gli altri a credere a un tradimento di Palamede verso i Greci e a favore dei Troiani. Tanto bastò.
Si trovano citazioni su di lui e c’è un testo che ce lo presenta in modo tangibile e sensibile, che si intitola: “In difesa di Palamede”, di Giorgia da Lentini; cui lo stesso autore e regista, Baricco, dichiara di fare riferimento.

Ora la scelta teatrale che si incunea perfettamente nello spirito fantastico della rivisitazione di un mito o della ricostruzione di una storia curiosamente rimasta in disparte all’interno della MITOLOGIA CLASSICA, viene sempre da Baricco, che è anche il narratore, e scrittura un’interprete femminile per Palamede.

L’attrice Valeria Solarino riveste il ruolo di questo eroe, semidio. La sua fisicità e la sua bravura fanno sì che l’attenzione del pubblico sia già conquistata così. Alessandro Baricco usa un trucco, un’astuzia scenica per attirare l’attenzione sulla storia di questo personaggio. Cosicché sia non solo il racconto a colpire lo spettatore, ma il personaggio stesso a rinascere, riportato in vita sul palcoscenico: “La stima discende dalla virtù, non dalla malvagità”, non c’è onore nel tradimento.

Questo è teatro, questa è arte, questo è il senso della cultura artistico-letteraria.

E questo è il mito che torna: l’astuzia bugiarda di Odisseo distrusse Palamede, l’arditezza scenica, il colpo di genio artistico di Baricco, riporta Palamede a una doverosa attenzione, negatagli nei secoli.

Un capo militare della mitologia greca ritorna in campo, oggi, per ridestare in noi antiche visioni.

(Ph: Baricco-Solarino/Palamede, by Gianfranco Fortuna – grazie)

Lo spettacolo replicherà il 12 luglio alle ore 21,30 a Fiesole.

Stefania Sanlorenzo

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