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trittico dissonante
L’accostamento personale è tra la statua-fontana della bambina ballerina e una immagine che già giocava su di una specularità: ballerina di Dègas, statua di una piccola danzatrice sui 14 anni (1881) e la meravigliosa Tiler Peck. In verità troverei forti dissonanze fra le tre immagini, forse legate alle loro storie: ciò che è vero, ciò che è forzato, ciò che è copiato.
L’opera scultorea pubblicata da Arteide, di Małgorzata Chodakowska, che ha realizzato altre sculture-fontane tutte di considerevole effetto, ritrova nell’elemento dell’acqua un’armonia di richiamo.
Dunque l’assonanza come accostamento armonico non è similitudine, perciò io sento molto più intense le dissonanze nonostante i richiami visivi che sicuramente vi colpiscono. Ma per questo sono convinta che l’acqua che come specchio assorbe e riflette sia la nota fresca dell’accostamento.
Il progetto che riproduce le famose “Ballerine” di Edgar Dègas (1834-1917) con modelli dal vivo, non mi ha mai convinta, in tutta sincerità. Si tratta di gusto personale. E sono tutte étoile che ammiro per altre motivazioni.
Nel trittico io ho accostato solo la fontana, queste sono sculture un poco particolari, aggraziate. Alcune molto belle.

Curiosità storica: ci fu, raccontano, un modello per questa piccola danzatrice di 14 anni. Forse addirittura due sorelle… In verità, rimase una ballerina proprio quella non scelta dal maestro pittore e scultore. E la vita dell’altra si perse e si confuse in strane vicissitudini.

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