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Federica Resta -Andrea Sirianni

Federica Resta -Andrea Sirianni

Le Quattro stagioni del Balletto del Sud

Il 27 e il 28 maggio 2016 al Teatro Olimpico di Roma, alle ore 21.00, la Compagnia del Maestro Fredy Franzutti, Balletto del Sud, va in scena con “Le quattro stagioni”, su musica di A. Vivaldi ma con il ricercato connubio della musica di J. Cage.

autunno-Letizia Giuliani-ph: C. Falconetti

autunno-Letizia Giuliani-ph: C. Falconetti

Ricevere un invito a Teatro è per me un evento meraviglioso. Lo dico in modo molto semplice; lo trovo gradevole, gentile, mi sembra di uscire da questa dimensione virtuale cui siamo necessariamente e anche appassionatamente legati, certo, non per rinnegarla quanto per offrirmi qualcosa di assolutamente reale, tangibile, percettibile.

La poesia, la musica, la drammaturgia, la danza, la scena, tutto in TEATRO è “vero” nella sua concretezza. Sembra una contraddizione di termini e di significati in quanto il teatro nasce come finzione; nella recitazione il vero è traslato, il reale è filtrato dall’arte e diventa verosimile (se non è addirittura fantasia e irrealtà): metafore, sillogismi, poetica, filtri percettivi… tutto sembra funzionare e deve in modo catartico rispetto alla cruda realtà. Si può concedere certo, ma pensiamo al realismo, che non è il reale, ma la ricerca di essere il più vicino possibile alla realtà, fino a enfatizzarla o al surrealismo che la trascende solo perché l’evidenza sia più certa.

Non importa filosofeggiare. Intendo dire che andare a teatro è un atto che compiamo concretamente e davanti alla scena quella realtà è vera, per quante illusioni possa o voglia racchiudere, nascondere, donare, mostrare o regalarci. Sia che si scelga il reale o la sua trasfigurazione.

Questa produzione è contemporanea e si avvale di artisti che collaborano nel realizzare un evento che arrivi al pubblico proprio nella misura di cui sopra. In modo diretto e preciso, attraverso un racconto fatto di recitato, con l’attore Andrea Sirianni, di incredibili scenografie disegnate da Isabelle Ducrot e della musica che supporta la preparazione tecnica e artistica dei ballerini impegnati dalla coreografia del Maestro Franzutti, che richiama la ciclicità stagionale come metafora della vita, estrapolata dalla poesia di Wystan Hugh Auden.

Si tratta di una produzione del 2012 (op. n°30) e non è “teatro-danza”; è un balletto di danza classica (tecnica) in stile contemporaneo, con una scelta registica strutturata in modo tale che i quadri siano presentati e preparati dalle parole dell’attore fortemente protagonista del palco.

Le sovrapposizioni diventano molte: le stagioni della natura si compenetrano nelle stagioni della vita dell’uomo con una ciclicità irregolare che è un perenne fluire dei sentimenti e delle emozioni in un condizionamento pessimista tra il singolo e la collettività, che però è proprio quella “VITA” in cui esso è immerso.

Le metafore sono solo un mezzo: la primavera è l’amore, l’estate è l’immobilismo fisico e sentimentale; poi viene l’autunno (che è la stagione che amo io, per esempio): le foglie cadono con la pioggia che sopraggiunge e i colori mutano nella ripresa di una quotidianità che se a me rassicura invece preoccupa il poeta Auden, che vede paure e marcio sfiorire… finché il gelo dell’inverno è fredda morte. La morte è la fine del tutto: di un amore, di un viaggio insieme a qualcuno, di un rapporto; è annullamento. Ma al niente si sostituirà la ripresa del nuovo, lentamente e inesorabilmente perché la lettura del poeta inglese (poi naturalizzato americano) è fortemente calata nella dimensione sociale. La ciclicità delle emozioni umane è intrappolata nella quotidianità che annichilisce l’uomo stesso.
Lettura interessante, anche se il mio animo è per una poetica più intima; tuttavia qui sono attratta e richiamata dal costrutto che le scene e la danza offrono alle parole.

Danzano:
Nuria Salado Fustè, Alessandro De Ceglia,
Martina Minniti, Stefano Sacco,
Federica Resta, Francesca Bruno, Alexander Yakovlev,
Lucio Mautone, Francesca Raule, Ciro Iorio,
Beatrice Bartolomei, Alice Leoncini, Luca Rimolo,
Daniel Agudo Gallardo

grazie

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