Tag

, , , , , ,

fiore di lotofiore di loto 1

ASSONANZE/DISSONANZE
“Perché la domanda non è cosa guardi, ma cosa vedi” (cit. H.D. Thoreau)

1)L’assonanza è un richiamo armonico fra linee, forme, colori, oggetti differenti che accostati stimolano le nostre percezioni.
La danza è sentire. Un poco come si sente il vento, che sfiora la tattilità del nostro corpo ma poi raggiunge l’interno e fluisce come un brivido freddo o un rassicurante calore… producendo movimento.
La ricerca dei rimandi e delle somiglianze fra foto di danza e altre di genere e soggetti differenti è un piacevole svago, ma anche una sorta di studio dell’immagine e del suo perché. Questo permette in molti casi anche la comprensione del gesto danzato seppur fermato in un istante: il momento fotografico.

Il termine propriamente si riferisce a suoni musicali (note) o metrici (versi), ma in questo caso è usato in senso traslato, per sottolineare una CORRISPONDENZA IN ACCORDO.
Ci possono essere più corrispondenze e rimandi; migliore è l’accostamento, maggiore sarà il numero delle assonanze trovate.
Il bello consiste anche nel fatto che ciascuno di noi ha filtri percettivi differenti, perciò non cè un giusto o uno sbagliato modo di guardare l’accostamento, soltanto un diverso modo di sentire ciò che vediamo. Sentire: perché letteralmente significa proprio accostare suoni simili, o rime imperfette.
La percezione traslata invita a vedere bene ciò che guardiamo.

2)La dissonanza è una sonorità percepita diversa all’orecchio di due suoni emessi nello stesso istante. Spesso è avvertita come aspra o stridente, il che crea una sorta di contrasto, ma non è il contrario dell’assonanza; il suo contrario è la consonanza.
Anzi
Nel primo caso, l’assonanza, si cerca un richiamo che mette assieme elementi diversi ma in armonia fra loro.
Nel secondo caso, la dissonanza, sono come due suoni effettivamente di tonalità differenti, tuttavia suonati nello stesso istante, perciò insieme, uniti eppure in una specie di disarmonia che, perché funzioni, come tale deve arrivare all’orecchio.

L’assonanza visto che parliamo di immagini è più facile da trovare. L’elemento visivo ha una immediatezza quasi assoluta (potrebbero, però, esserci assonanze di senso, concettuali, e perciò nascoste allo sguardo).
La dissonanza va scoperta per “sentirla”, perché il suono non c’è, ovvio!
Ma la musica, distinta in sonorità, echi, semplici suoni, nasce in noi anche nel silenzio. Io sfrutto questo tipo di emozione.

La danza è percezione, poiché il senso della vista è quello che viene stimolato per primo insieme a quello dell’udito, con la musica; si tende a dimenticare che il percepire riguarda tutti gli aspetti sensoriali del nostro essere e quelli intellettivi, a patto di eliminare qualche ‘filtro’.

Un filtro percettivo che è creato dalla nostra mente è ciò che limita la visione e la comprensione più profonda della realtà.
Cercare le assonanze e le dissonanze è un esercizio creativo, ma anche intellettivo, cioè dovrebbe aiutare a comprendere ciò che guardiamo, per vedere davvero, e assicurarci di introiettare quanto più possibile il movimento danzato ci può offrire.

La Rubrica del Venerdì/Danza: Assonanze-Dissonanze esce ogni settimana sulla pagina Facebook del Portale IoDanzo, http://www.iodanzo.com

grazie

Annunci