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11 rubli, 11 pirouettes!!!

Penso che a tutti venga in mente “qualcuno”?

Per passi speciali e virtuosismi… vi ricordate ‘White Nights’?

In Italia era “Il sole a mezzanotte”, film del 1985 con Baryshnikov piuttosto capellone, nel pieno della sua performante tecnica, approdato anche al cinema.
L’America allora gli offrì la libertà di essere l’artista eccezionale che ‘doveva essere’ e lui non ha mancato di ripagare il mondo fino a oggi, con la sua bravura e versatilità.
Un ballerino unico, non solo per tecnica; basta guardare i lavori che continua a portare in scena in questi anni.
Nel video è giovane, con quel fascino russo dai colori slavati, dai lineamenti disegnati e sfacciatamente affascinanti. Oggi è un uomo magnifico.

Allora ci lasciò a bocca aperta: la genialità artistica in 11 pirouettes. Indimenticabili.

Questa rubrica sui tecnicismi della danza classica in particolare, ma direi ampliabile alla danza in senso completo, ha lo scopo di cercare piccole curiosità o particolarità di un mondo immenso, ma che ha regole ben precise, unite a rigore, fatica, prova, fallimento e successo. Un universo che ruota insieme al nostro Universo, quello di tutti, ballerini compresi. E si confronta, credetemi, ma è autosufficiente. Sale studio, teatri, palcoscenici, piazze e strade: si può ballare, si può danzare sempre. Basta conoscere i passi.

I passi.
La danza è fatta inizialmente di passi. Dico inizialmente.

La pirouette è uno di quelli con cui hai presto a che fare. Ed è bello quanto difficile.
Qui è superlativo.
Ora io non ho mai superato le 4 pirouette consecutive, ma vi assicuro che fu una sensazione bellissima. Avevo un insegnante straniero, con una carica vitale che muoveva i sassi. Io imparai a sentire il mio “asse di equilibrio” e lo spot della testa. Eseguire una pirouette mette in moto tante variabili. Ve ne svelo alcune che potrete cercare nel video, anche se è veloce (in rete potete trovare lo stesso video che spiega bene il movimento rallentato).
Fissate lo sguardo alla prima pirouette e non fatevi distrarre dalla sua espressione strafottente e conturbante.
Allora: spalle, postura/asse, il busto, poniamo di visualizzare due forze contrapposte up/down dalla vita alla spalla; poi il piede in passé incollato al ginocchio e quello che ruota a perno sul pavimento.
Esegue 6 giri usando le braccia sapientemente: le chiude fino in prima posizione, le spalle non rimangono indietro. Poi fa altri 5 giri… la testa è lo spot e mantiene l’asse di simmetria fino alla chiusura.
La velocità. Imposta, fornisce lo slancio e mantiene l’accelerazione che lentamente deve lasciare andare per avere il controllo. Le braccia sostengono i giri, la testa il ritmo.
La postura rimane costante come nella prima pirouette.

E vince la scommessa! 🙂

La perfezione esiste, inutile negarla. Ma c’è molto molto di più.
Danzatori: ecco a voi Misha Baryshnikov, ieri.

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